
Nella provincia di Novara si registra una delle più elevate dinamiche di consumo di suolo rispetto alle altre zone del Piemonte. Nel solo anno più recente sono stati sottratti ettari di terra agricola o naturale per realizzare nuove superfici artificiali, confermando una tendenza che segnala forte pressione sulle risorse territoriali e ambientali.
Un fenomeno radicato
Il fenomeno del consumo di suolo — ovvero la trasformazione di aree naturali o agricole in superfici edificate o impermeabilizzate — ha raggiunto livelli critici: in Piemonte, tra un anno e l’altro, si sono aggiunti oltre 500 ettari netti di suolo occupato da aree artificiali. Nella provincia di Novara, questa dinamica appare tra le più intense del territorio regionale.
A livello nazionale, l’ultima rilevazione mostra che il consumo di suolo netto ha superato i 78 km² — un dato che rappresenta il livello più alto degli ultimi anni.
Le cause locali
Due fattori principali contribuiscono all’accelerazione del fenomeno nella zona novarese:
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L’espansione logistica e industriale: lungo gli assi di trasporto tra Novara, Trecate, Biandrate e Cameri si concentrano nuovi insediamenti produttivi e magazzini che richiedono superficie e infrastrutture, contribuendo al consumo di suolo.
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Una crescita edilizia diffusa: l’aumento delle costruzioni residenziali, commerciali e infrastrutturali ha impatti anche nei comuni più piccoli, dove l’espansione urbana appare meno regolamentata e la domanda di spazio ancora parzialmente sottovalutata.
Le conseguenze sul territorio
Il consumo elevato di suolo ha effetti che vanno oltre la semplice perdita di superficie libera:
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Riduce la capacità del territorio di assorbire l’acqua piovana e aumenta il rischio di eventi idrogeologici, in quanto le superfici impermeabilizzate limitano la funzione drenante del suolo.
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Compromette i servizi ecosistemici: la perdita di suolo agricolo o vegetato significa meno biodiversità, meno regolazione del microclima e un patrimonio naturale meno protetto.
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Impone costi sociali ed economici: ogni ettaro consumato rappresenta una risorsa che non potrà più essere riutilizzata facilmente, aumentando i costi di gestione e mitigazione futuri del territorio.
Quali riflessioni e quale futuro
La situazione di Novara richiama la necessità di un approccio strategico al consumo di suolo. Non si tratta soltanto di moderare la crescita delle nuove edificazioni, ma di ripensare il modello di uso del territorio: valorizzare l’esistente, favorire la rigenerazione urbana e introdurre strumenti urbanistici che promuovano interventi più sostenibili.
Diventa cruciale incoraggiare:
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La riqualificazione delle aree già edificate prima di estendere nuove superfici;
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La riduzione delle infrastrutture e edifici a bassa densità e alto consumo di suolo;
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Una pianificazione territoriale che tenga conto della fragilità ambientale, della riserva agricola e dell’efficienza delle infrastrutture esistenti.
In definitiva, il consumo di suolo nella provincia di Novara non è un fenomeno isolato: riflette un trend più ampio che richiede una risposta integrata. Il territorio ha bisogno di uno sviluppo che concili crescita economica, qualità della vita e tutela ambientale, al fine di garantire la sostenibilità del suolo come risorsa preziosa e non rinnovabile.
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