
Secondo le ultime analisi, la Banca Centrale Europea ha evidenziato un marcato ridimensionamento degli NPL (non performing loans, cioè i crediti deteriorati) nel sistema bancario europeo. Tuttavia, emergono criticità che non vanno ignorate, soprattutto per le banche di dimensioni ridotte e con capitalizzazione limitata.
Il calo degli NPL: dati e contesto
Negli ultimi trimestri, molte banche europee hanno registrato un calo consistente dei crediti deteriorati grazie a cessioni, ristrutturazioni e miglioramenti nella qualità del portafoglio crediti.
Questo fenomeno è frutto anche di politiche più stringenti da parte delle autorità di vigilanza e del miglioramento delle pratiche di gestione del rischio.
Tuttavia, il calo generale non significa che la situazione sia omogenea: le performance variano sensibilmente a seconda del paese, della dimensione dell’istituto e della struttura patrimoniale.
Perché le piccole banche restano vulnerabili
Le banche di dimensioni più ridotte presentano alcune caratteristiche che le rendono più esposte:
-
Capitale più limitato e minor margine di assorbimento di perdite
-
Portafogli crediti meno diversificati
-
Minore accesso ai mercati del capitale e a strumenti finanziari complessi
-
Dipendenza da una clientela territoriale spesso con rischi economici locali
-
Costi operativi e di compliance che pesano maggiormente in proporzione
In questi contesti, anche una moderata crescita degli NPL o un deterioramento economico locale può avere conseguenze più rilevanti.
Le leve che hanno permesso il miglioramento
Tra i fattori che hanno contribuito alla riduzione degli NPL, si segnalano:
-
Cessioni di crediti deteriorati a fondi specializzati
-
Ristrutturazioni con accordi tra banca e cliente
-
Miglioramento dei controlli di rischio e dei processi interni
-
Adozione di modelli predittivi e strumenti di monitoraggio più sofisticati
-
Supporto regolamentare e incentivi per la pulizia dei bilanci
Questi interventi hanno alleggerito le esposizioni bancarie e migliorato la fiducia degli investitori.
Le incognite future
Nonostante il trend positivo, permangono rischi che potrebbero rallentare o invertire il miglioramento:
-
Una recessione economica, che aumenterebbe la pressione sui debitori
-
Shock settoriali (industria, energia, imprese locali) che si concentrano in aree di operatività delle banche minori
-
Cambiamenti nei tassi di interesse che incidono sulla redditività bancaria
-
Problemi di capitale insufficienti a coprire nuovi deterioramenti
-
Concorrenza tecnologica e digitale che impone investimenti ulteriori
In un contesto potenzialmente volatile, la resilienza di ogni singola banca è fondamentale.
Cosa fare per mettere al sicuro gli istituti più vulnerabili
-
Rafforzare i requisiti patrimoniali e di capitale
-
Migliorare i processi interni di gestione del rischio e early warning
-
Incentivare fusioni, aggregazioni o accordi per aumentare le dimensioni critiche
-
Promuovere la diversificazione geografica e settoriale dei portafogli
-
Investire in tecnologie, analisi dati e modelli di previsione
Ultimi articoli