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Secondo le ultime analisi, la Banca Centrale Europea ha evidenziato un marcato ridimensionamento degli NPL (non performing loans, cioè i crediti deteriorati) nel sistema bancario europeo. Tuttavia, emergono criticità che non vanno ignorate, soprattutto per le banche di dimensioni ridotte e con capitalizzazione limitata.

Il calo degli NPL: dati e contesto

Negli ultimi trimestri, molte banche europee hanno registrato un calo consistente dei crediti deteriorati grazie a cessioni, ristrutturazioni e miglioramenti nella qualità del portafoglio crediti.
Questo fenomeno è frutto anche di politiche più stringenti da parte delle autorità di vigilanza e del miglioramento delle pratiche di gestione del rischio.

Tuttavia, il calo generale non significa che la situazione sia omogenea: le performance variano sensibilmente a seconda del paese, della dimensione dell’istituto e della struttura patrimoniale.

Perché le piccole banche restano vulnerabili

Le banche di dimensioni più ridotte presentano alcune caratteristiche che le rendono più esposte:

  • Capitale più limitato e minor margine di assorbimento di perdite

  • Portafogli crediti meno diversificati

  • Minore accesso ai mercati del capitale e a strumenti finanziari complessi

  • Dipendenza da una clientela territoriale spesso con rischi economici locali

  • Costi operativi e di compliance che pesano maggiormente in proporzione

In questi contesti, anche una moderata crescita degli NPL o un deterioramento economico locale può avere conseguenze più rilevanti.

Le leve che hanno permesso il miglioramento

Tra i fattori che hanno contribuito alla riduzione degli NPL, si segnalano:

  1. Cessioni di crediti deteriorati a fondi specializzati

  2. Ristrutturazioni con accordi tra banca e cliente

  3. Miglioramento dei controlli di rischio e dei processi interni

  4. Adozione di modelli predittivi e strumenti di monitoraggio più sofisticati

  5. Supporto regolamentare e incentivi per la pulizia dei bilanci

Questi interventi hanno alleggerito le esposizioni bancarie e migliorato la fiducia degli investitori.

Le incognite future

Nonostante il trend positivo, permangono rischi che potrebbero rallentare o invertire il miglioramento:

  • Una recessione economica, che aumenterebbe la pressione sui debitori

  • Shock settoriali (industria, energia, imprese locali) che si concentrano in aree di operatività delle banche minori

  • Cambiamenti nei tassi di interesse che incidono sulla redditività bancaria

  • Problemi di capitale insufficienti a coprire nuovi deterioramenti

  • Concorrenza tecnologica e digitale che impone investimenti ulteriori

In un contesto potenzialmente volatile, la resilienza di ogni singola banca è fondamentale.

Cosa fare per mettere al sicuro gli istituti più vulnerabili

  • Rafforzare i requisiti patrimoniali e di capitale

  • Migliorare i processi interni di gestione del rischio e early warning

  • Incentivare fusioni, aggregazioni o accordi per aumentare le dimensioni critiche

  • Promuovere la diversificazione geografica e settoriale dei portafogli

  • Investire in tecnologie, analisi dati e modelli di previsione