
Quando un simbolo del design e dell’ingegneria automobilistica italiana rischia di cambiare identità.
Una cessione che scuote Torino
Torino si prepara a dire addio a un altro dei suoi marchi più rappresentativi.
La storica Italdesign Giugiaro, simbolo del genio creativo e ingegneristico italiano, è vicina alla cessione a un gruppo internazionale con capitali indiani, probabilmente attraverso la multinazionale statunitense UST Global, specializzata in servizi tecnologici e digitali.
La proprietà attuale, Audi, controllata dal gruppo Volkswagen, avrebbe ormai avviato le fasi finali della trattativa.
La conferma indiretta arriva dall’annuncio di un imminente incontro con i rappresentanti sindacali – Fim e Fiom – per discutere i dettagli del passaggio di proprietà.
Per molti osservatori si tratta di un momento emblematico: la possibile uscita di scena di un marchio che ha contribuito a plasmare la reputazione internazionale dell’automotive torinese.
Un patrimonio di creatività e ingegneria
Fondata nel 1968 da Giorgetto Giugiaro e Aldo Mantovani, Italdesign nacque con una missione precisa: unire design, ingegneria e produzione in un unico centro d’eccellenza, in grado di offrire ai costruttori automobilistici soluzioni complete, dal concept al prototipo.
In pochi anni l’azienda divenne sinonimo di stile e innovazione made in Italy, collaborando con i più importanti marchi automobilistici del mondo.
Negli anni ’70 e ’80, Italdesign firmò alcune delle vetture più iconiche della storia dell’automobile:
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la Volkswagen Golf Mk1 (1974),
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la Fiat Panda (1980),
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l’Alfa Romeo Alfasud,
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la Lotus Esprit,
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la Lancia Delta,
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fino alle futuristiche concept car Aztec e Nazca.
Il suo fondatore, Giorgetto Giugiaro, è stato proclamato “Designer del secolo” nel 1999, riconoscimento che consacrò Italdesign come una delle più autorevoli firme dell’automotive mondiale.
Nel 2010, il gruppo Volkswagen entrò nel capitale dell’azienda, acquisendone la maggioranza attraverso Audi AG.
L’obiettivo era consolidare un centro di ricerca e sviluppo dedicato ai progetti più innovativi del gruppo tedesco. Ma negli ultimi anni la centralità di Italdesign si è progressivamente ridotta, lasciando spazio ai reparti interni di design e sviluppo del colosso tedesco.
Un futuro incerto per 1.300 lavoratori
Oggi Italdesign impiega circa 1.300 persone, tra ingegneri, designer e tecnici altamente specializzati.
La prospettiva di un cambio di proprietà ha generato grande preoccupazione tra i dipendenti: nelle ultime settimane si è registrata una fuga di giovani professionisti, attratti da opportunità più stabili in altri settori.
Le organizzazioni sindacali chiedono garanzie occupazionali e industriali, sottolineando che la perdita di Italdesign sarebbe un colpo durissimo per l’intero ecosistema automobilistico piemontese.
Oltre al rischio di ridimensionamento produttivo, preoccupa la possibile dispersione del know-how, un patrimonio costruito in oltre mezzo secolo di innovazione e creatività.
Un segnale per il sistema industriale torinese
La cessione di Italdesign si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione del tessuto industriale torinese.
Negli ultimi vent’anni, molte eccellenze locali – nate come pilastri dell’automotive – hanno vissuto processi di acquisizione da parte di gruppi stranieri o hanno ridotto la loro presenza sul territorio.
La perdita di un centro come Italdesign significa non solo minori posti di lavoro qualificati, ma anche un indebolimento della filiera dell’innovazione, che per decenni ha rappresentato il motore dell’economia torinese.
Da Bertone a Pininfarina, fino a oggi Italdesign: ogni cessione segna un passo in più verso la progressiva erosione dell’identità industriale del Piemonte.
Le incognite e le prospettive
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Integrazione internazionale – L’acquirente potrebbe decidere di mantenere la sede a Moncalieri, integrandola in una rete globale di ricerca e sviluppo, ma la decisione dipenderà dagli obiettivi strategici del gruppo.
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Riorganizzazione interna – Possibili interventi sul personale e sulla struttura produttiva, con il rischio di tagli o delocalizzazioni.
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Tutela del marchio e del know-how – L’eredità progettuale e stilistica di Italdesign rappresenta un valore intangibile enorme: il nuovo proprietario dovrà dimostrare sensibilità e competenza per non disperderlo.
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Opportunità di rilancio – Se la nuova gestione saprà valorizzare la storia e il talento locale, la cessione potrebbe trasformarsi in un’opportunità di rinascita, proiettando Italdesign verso nuovi settori, come la mobilità elettrica e la progettazione sostenibile.
La possibile cessione di Italdesign segna la fine di un’epoca.
Un marchio nato dal genio di Giugiaro, capace di definire lo stile dell’automobile del Novecento, rischia di diventare un semplice tassello in una catena industriale globale.
Per Torino e per l’Italia, è il momento di interrogarsi su come preservare le competenze, la creatività e il valore simbolico che queste aziende rappresentano.
Perché la storia di Italdesign non è solo quella di un’impresa: è la storia di un Paese che ha saputo trasformare il design in cultura, e la cultura in industria.
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